Chirurgia ricostruttiva · Seno · IALU Clinic

Contrazione capsulare

Cos'è la contrazione capsulare

La contrazione capsulare è tra le più temibili problematiche della mastoplastica additiva e ricostruttiva con protesi. Evenienza frequentissima nei tempi passati, oggi si manifesta raramente, grazie alle tecniche chirurgiche più raffinate e ai manufatti protesici ideati proprio per contrastare questo fenomeno. Una volta impiantata la protesi mammaria, l'organismo si organizza per isolarla generando una sottile lamina tissutale che la avvolge (capsula periprotesica). La protesi mammaria rappresenta in sostanza un corpo estraneo al pari di una valvola cardiaca artificiale, una protesi d'anca, un pace maker. È quindi normale che l'organismo si organizzi per incapsularla. Quando però la capsula periprotesica si ispessisce oltremodo e si contrae, l'impianto diventa maggiormente palpabile e la mammella diventa dura.

Come si forma e si manifesta

La contrazione capsulare viene classificata in quattro gradi a seconda del livello di contrazione, della durezza dell'impianto e del dolore. Maggiore è lo spessore della capsula maggiore la durezza. Nei gradi più elevati, la protesi, stretta nella morsa della capsula, viene da questa deformata; la mammella perde allora la naturale ed originaria forma. Inoltre, poiché la contrazione capsulare è raramente simmetrica, la forma delle due mammelle diventa diversa. La contrazione si manifesta quasi sempre dopo poco tempo dall'impianto ma non è raro che ciò accada anche a distanza di anni. Le cause certe sono: predisposizione del soggetto, protesi di scarsa qualità e problematiche post-operatorie (ematomi, sieromi ed infezioni post-operatorie stimolano la formazione della capsula). Tra le cause incerte va ricordata la teoria della microinfezione, secondo la quale la reattività protesica sarebbe dovuta alla presenza nella capsula di batteri con caratteristiche insufficienti per poter generare delle infezioni clinicamente evidenziabili ma sufficienti per iperstimolare la capsula.

Rimedi

Non ci sono linee guida universalmente riconosciute per trattare questa problematica. Tuttavia, il buon senso e l'esperienza chirurgica danno queste indicazioni: Contrazione lieve, durezza lieve: il massaggio frequente e abbastanza vigoroso è quasi sempre in grado di trattare e mantenere la contrazione in fase iniziale. Contrazione di medio grado: il massaggio vigoroso (squeezing) è tuttora considerato da alcuni una valida tecnica per rompere la capsula periprotesica, da altri una tecnica da abbandonare perché porta ulteriore stimolo alla capsula. Se la contrazione non è importantissima lo squeezing può essere tentato. Se la contrazione è maggiore, si deve ricorrere allora alla capsulotomia (reintervento mirato ad aprire chirurgicamente la capsula) ed eventualmente a sostituire le protesi. Contrazione di alto grado: la capsulectomia (asportazione della capsula) e la sostituzione delle protesi, eventualmente cambiando di piano (ad esempio da sottoghiandolare a sottomuscolare) sono punti cardine del trattamento. Nei casi più severi può essere utile il ricorso alle protesi di poliuretano, materiale che contrasta grandemente la formazione della capsula periprotesica.

FAQ

Domande frequenti

Si può prevenire?

Il rischio si riduce con protesi di qualità, tecnica chirurgica accurata e gestione tempestiva di eventuali complicanze postoperatorie, ma non può essere azzerato con certezza.

Valutazione specialistica

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