Chirurgia plastica · IALU Clinic

Mastoplastica additiva

Cos'è la mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva è l'intervento dedicato all'aumento del volume del seno attraverso protesi. Il Dr. Grassetti usa esclusivamente protesi mammarie altamente performanti e usa solo gli impianti approvati dalla Food and Drug Administration, nello specifico delle ditte Polytech, BLite, Motiva e Mentor, garantite a vita. La dimensione del seno è geneticamente determinata. Una volta sviluppato, il seno può variare nelle dimensioni in risposta ai cambiamenti di peso, la gravidanza e l'allattamento al seno. Il processo di invecchiamento provoca la graduale caduta del seno per l'indebolimento dei legamenti sospensori del Cooper (chiamata ptosi).

Ingrandimento del seno

Il seno può essere ingrandito posizionando un impianto sia sotto al tessuto mammario che dietro al muscolo su cui giace il seno. Generalmente si preferisce inserire le protesi sotto la ghiandola quando lo spessore dei tessuti garantisce un'adeguata copertura della stessa. Vengono invece inserite sotto al muscolo pettorale in pazienti magre o con ghiandole poco rappresentate. Una tecnica più recente prevede il posizionamento 'dual plane', ovvero sotto al muscolo in alto e sotto la ghiandola in basso. Gli impianti sono generalmente inseriti attraverso quattro tipi di incisione: dal solco sotto mammario, attraverso l'ascella, intorno all'areola e, raramente, dall'ombelico. La scelta della sede dell'incisione viene concordata prima dell'intervento e dipende dalla situazione anatomica locale, dal tipo e soprattutto dalle dimensioni delle protesi scelte, dalle preferenze della paziente. L'intervento di mastopessi (lifting del seno) può essere associato all'impianto delle protesi nei casi in cui il seno oltre che piccolo sia eccessivamente rilassato, cioè ptosico.

Preparazione all'intervento

Nella fase di consulto discuterai anche sulla dimensione preferita approssimativa dopo l'intervento. Un'idea del risultato può essere ottenuta con la simulazione 3D in sede di visita, con il posizionamento di protesi esterne direttamente sul seno oppure con il test del riso che potresti già eseguire a casa. L'intervento non va eseguito in pazienti gravide o in allattamento ed è preferibile evitare il periodo del ciclo mestruale. Prima dell'operazione ti verranno chiesti i referti dell'ecografia mammaria o della mammografia: essi infatti hanno il duplice scopo di accertare l'eventuale presenza di tumori mammari e di ottenere un confronto utile per i futuri accertamenti diagnostici. Non dovrebbero essere presi per due settimane prima di un intervento chirurgico né aspirina né farmaci contenenti acido acetilsalicilico, così come l'assunzione di anticoagulanti orali va adeguatamente sostituita con eparine a basso peso molecolare concordando il tutto col Medico Curante. Un mese prima dell'intervento va sospesa la terapia estroprogestinica (pillola anticoncezionale) se ne fai uso. Se fumi dovresti ridurre per una settimana prima dell'intervento chirurgico la quantità di sigarette e smettere di fumare completamente tre giorni prima dell'intervento chirurgico per ridurre la probabilità di complicanze post-operatorie. È consigliabile procurarsi sin da subito un reggiseno elasto-compressivo con apertura anteriore a fascia alta.

Anestesia e durata dell'intervento

L'intervento può essere eseguito in anestesia generale oppure in anestesia locale più sedazione, in relazione al caso clinico e alla tecnica operatoria prestabilita. L'intervento può durare da una a due ore.

Protesi mammarie

Una protesi mammaria è fatta di gel di silicone altamente coesivo rivestito da un 'guscio' esterno di consistenza variabile a seconda della tesaurizzazione e del materiale di rivestimento (ad esempio poliuretano). Esistono impianti rotondi, anatomici 'a goccia' ed ergonomici. Questi ultimi si caratterizzano per la morbidezza del gel di silicone che nella posizione eretta scivola inferiormente, mentre nella posizione supina tende a spostarsi lateralmente conferendo al seno un risultato molto naturale. In tutti i casi si possono garantire ottimi risultati e la scelta dipenderà dalle condizioni anatomiche di partenza, motivo per cui ogni seno sarà unico nel suo caso. La vita media di una protesi mammaria è attualmente stimabile in 15-25 anni, sebbene possa rimanere in sede senza problemi per un tempo molto più lungo.

Sicurezza del silicone

Studi allargati a grandi numeri di donne portatrici di protesi contenenti gel di silicone nel corso di più di trenta anni hanno ben dimostrato che: • le protesi non influiscono in alcun modo sullo sviluppo, né sulla cura di alcun tumore; • non esiste prova che le protesi abbiano direttamente causato una malattia autoimmunitaria come ad esempio l'artrite reumatoide; • la presenza di protesi mammarie non ostacola l'indagine mammografica. Si deve solo informare il tecnico di radiologia. Tuttavia, negli ultimi anni, si è osservata un'associazione tra protesi testurizzate al silicone e Linfoma Anaplastico a Larghe Cellule (ALCL), vale a dire un Linfoma non-Hodgkin. Va sottolineato che, a fronte di milioni di protesi mammarie impiantate, il numero dei casi di ALCL è talmente basso (1 su 500.000) che non offre dati statisticamente significativi per correlare la presenza delle protesi mammarie con questa patologia e pertanto le protesi mammarie continuano ad essere considerate sicure dal Ministero della Salute e dalla FDA.

Decorso post-operatorio

Qualora vengano posizionati i drenaggi, questi verranno rimossi dopo 48-72h, quindi prima della dimissione. Si potrà avvertire un lieve dolore in regione pettorale, più accentuato qualora gli impianti siano stati posizionati sotto al muscolo. Esso regredirà in ogni caso nel giro di pochi giorni. Dopo l'intervento sarà necessario indossare per un mese giorno e notte, e per un altro mese di giorno, un reggiseno elastocompressivo del tipo sportivo con allacciatura anteriore e con fascia elastica contenitiva che spinga dall'alto verso il basso. Per i primi 4 giorni dopo l'intervento è raccomandato il riposo assoluto dei muscoli pettorali: non forzare sulle braccia per alzarsi dal letto, non sollevare pesi, non fare ampi movimenti con le braccia. A letto è bene riposare con il busto rialzato. Per la prima settimana sarà vietato guidare la macchina. Per i primi 10 giorni sarà invece raccomandato un riposo domestico, evitando sempre sforzi ai muscoli pettorali, effettuando invece passeggiate anche all'aria aperta. L'attività lavorativa potrà essere ripresa dopo 10 giorni, salvo in caso di importante impegno manuale. Per circa un mese dovrà essere evitato ogni tipo di attività sportiva e l'esposizione al Sole o fonti di calore.

Complicanze potenziali di carattere generale

Come in ogni intervento chirurgico, seppur di modesta entità ed eseguito su pazienti in buone condizioni di salute, si possono verificare: • un lieve sanguinamento della ferita rientra nella normalità. Se di entità importante può richiedere un re-intervento chirurgico; • infezione della ferita. Si manifesta con dolore, gonfiore, calore e arrossamento della pelle, accompagnati o meno da febbre; • la comparsa di un ematoma nelle prime ore dopo l'intervento è rara e viene trattata con drenaggio immediato o aspirazione; • la formazione di sieromi consiste nell'accumulo attorno alla protesi di un liquido giallo e trasparente chiamato siero; • deiscenza (riapertura) della ferita è molto rara. Guarisce di solito spontaneamente con le medicazioni ambulatoriali; più raramente può richiedere una nuova sutura; • necrosi cutanea e del complesso areola capezzolo. È una circostanza molto rara e dovuta per lo più a problemi non segnalati al momento della visita o a pazienti fortemente fumatrici.

Complicanze specifiche

• Contrattura della capsula periprotesica: in circa il 5% dei casi si verifica una reazione eccessiva dell'organismo e la capsula attorno alla protesi subisce un progressivo ispessimento e si contrae. • Rottura protesica: complicanza molto rara e associata a traumi ad alta energia cinetica come gli incidenti stradali. • Fuoriuscita di silicone: può verificarsi sia come infiltrazioni lente, o seguente la rottura dell'impianto. Con i gel altamente coesivi delle protesi di nuova generazione questo problema si è ridotto moltissimo. • Dislocazione e rotazione: lo spostamento della protesi è raro e si verifica per lo più nei primi due mesi, quando si va formando la capsula. • Esposizione della protesi: evento molto raro in un intervento ben eseguito. Si può verificare in seguito ad infezioni o alla diastasi della ferita. • La sensibilità dei capezzoli e delle areole può diminuire per alcune settimane in base alla tecnica utilizzata, in alcuni casi rari anche permanentemente. • Double-Bubble deformity: deformità del polo inferiore del seno che assume un aspetto a doppio profilo. • Flebite di Mondor: raramente è stata descritta una trombosi delle vene superficiali della mammella. • Waterfall deformity: discesa fisiologica della pelle al di sotto dell'impianto, per effetto della forza di gravità. • Bottoming out: dislocazione dell'impianto al di sotto del solco sottomammario. • Animation deformity: distorsione della protesi al momento della contrazione del muscolo pettorale. • Asimmetria residua tra le due mammelle.

Allattamento

L'aumento del seno di solito non interferisce con l'allattamento al seno, e non vi è alcuna prova di notevoli quantità di silicone passato nel latte materno.

Risultati

Subito dopo l'intervento le mammelle saranno gonfie e potranno apparire più grandi di quanto ti aspettavi. L'effetto migliorativo comunque risulta immediatamente apprezzabile, con enorme soddisfazione della paziente. Di solito c'è una differenza nella consistenza della pelle e ipoestesia del capezzolo a seguito dell'intervento. La dimensione e la forma del seno si adattano con il tempo. I risultati definitivi vanno pertanto valutati dopo 6 mesi. Non è sempre possibile creare uno stesso seno per toraci diversi. Questo dipende dalla forma della gabbia toracica. Una gabbia toracica molto curva con sterno prominente rende la creazione di una scollatura profonda difficoltosa.

Cicatrici

L'aumento del seno lascia cicatrici sul seno seppur nascoste dalle pieghe naturali: l'aspetto delle cicatrici può variare tra individui diversi. Questo segno verrà collocato in una posizione tale da ridurre al minimo la visibilità anche indossando un costume da bagno. Alcune pazienti con la tendenza alla cicatrizzazione irregolare, possono sviluppare cicatrici arrossate, rilevate o allargate nonostante la massima cura prestata nelle suture. Esse possono essere corrette con trattamento medico o con intervento dopo 6-12 mesi dall'intervento.

FAQ

Domande frequenti

Le protesi sono sicure?

Le protesi utilizzate sono certificate e l'indicazione viene valutata in base all'anatomia e alla situazione clinica. La scelta del tipo di protesi viene discussa durante la visita.

Si nota una cicatrice?

La via d'accesso viene pianificata in base al caso; la qualità della cicatrice dipende anche dalla guarigione individuale.

Testimonianze

Cosa dicono i pazienti

Esperienze reali, pubblicate dai pazienti sulle rispettive piattaforme di recensione.

«Il giorno 30/05/2019 mi sono sottoposta ad un intervento di mastoplastica additiva e ho avuto la fortuna di farmi operare dal dott.Grassetti. Dopo una lunga ricerca finalmente posso dire di avere fatto bingo: ho trovato una persona umana e professionale che assieme alla sua assistente Caterina mi hanno accompagnato in questo percorso che mi ha cambiato la vita! Infinitamente grazie.»
Ilaria V.Mastoplastica additivaSito del Dott. Luca Grassetti
«Il giorno 30/05/2019 mi sono sottoposta ad un intervento di mastoplastica additiva e ho avuto la fortuna di farmi operare dal dott.Grassetti. Dopo una lunga ricerca finalmente posso dire di avere fatto bingo: ho trovato una persona umana e professionale che assieme alla sua assistente Caterina mi hanno accompagnato in questo percorso che mi ha cambiato la vita! Infinitamente grazie.»
Ilaria V.Mastoplastica additivaSito del Dott. Luca Grassetti
«Operata dal Dott. Grassetti a gennaio per un'importante diastasi addominale recidivante dopo un intervento già effettuato nella mia città. Ho scelto lui dopo un'accurata ricerca, la mia famiglia ha ben tre medici chirurghi ospedalieri, ho cercato, confrontato e poi sperimentato personalmente la sua professionalità nella prima visita. Il Dottor Grassetti ha la simpatia e la freschezza di un giovane nei modi e la preparazione di un chirurgo esperto nell'esporti i pro e i contro di un intervento. Mi sono fidata di lui nell'affidarmi alle sue mani per un intervento così importante e mi fido di lui anche oggi che sono passati sei mesi. Sto lavorando sodo per rendere proficuo il suo intervento che, agli occhi miei e degli specialisti che mi seguono per la riabilitazione, è un vero capolavoro. Sotto suo consiglio ho fatto anche la blefaroplastica per correggere un difetto che mi portavo dietro da 20 anni. Oggi, a distanza di mesi, ho un aspetto assolutamente naturale. Perché la chirurgia estetica di gran classe è quella che non si vede.»
Sally A.Mastoplastica additivaSito del Dott. Luca Grassetti
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